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YASHIN LEV


E' impossibile scrivere di Yashin e non provare un sentimento se non di devozione almeno di sincero rispetto per un giocatore, un uomo, eroe di un calcio d'altri tempi, povero (o perlomeno non così ricco), senza telecamere, veline, ecc. A detta di molti è stato lui il portiere più forte di tutti i tempi (la FIFA lo ha premiato nel 2000 come "portiere del secolo"), vincitore di 5 campionati, 3 Coppe di Russia, un'Olimpiade di calcio e una Coppa Europa di calcio. Lui si che era una bandiera, durante la sua lunga carriera (dal 1947 al 1971) ha giocato solo nella squadra del suo paese natale: la Dinamo di Mosca. Nato in una famiglia di operai, Lev a 12 anni inizia a lavorare in fabbrica. Già qui inizia la leggenda: si racconta infatti che i suoi colleghi gli lanciassero i bulloni per mettere alla prova i suoi riflessi. E nel 1953 Yashin, che non riusciva a conquistarsi un posto in prima squadra, è portiere della squadra di hockey su ghiaccio della Dinamo, con la quale vince anche un campionato Nazionale. Nel 1954 conquista il posto da titolare sia nel club che nella Nazionale Sovietica con la quale parteciperà a quattro Mondiali. Celebre per la prestanza fisica (era alto 190 cm), la sua agilità, i suoi riflessi, il suo intuito, il suo senso tattico.

Queste doti gli permetteranno nel 1963 di vincere il Pallone d'oro, unico portiere finora ad esserci riuscito. Nel 1967 riceverà poi, per "i servigi resi alla Patria", l'onoreficenza più alta: l'Ordine di Lenin. Il "Ragno nero", così era soprannominato per il colore del suo completo, si è spento nel 1990 all'età di 61 anni. La Russia ha pianto il "suo portiere" che l'ha resa celebre nel mondo, Mosca il portiere che per 326 partite ha difeso la porta della sua squadra di calcio, non prendendo gol in 207 incontri e che nei suoi vent'anni e più di carriera ha parato più di 150 rigori. E quando neutralizzava un tiro dal dischetto raccoglieva un quadrifoglio dietro la porta...

Pubblicato il 26/6/2006 alle 21.4 nella rubrica I migliori.

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