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28 giugno 2006

BACIGALUPO VALERIO


Ci sono portieri che sono entrati nella leggenda a suon di record e di prestazioni memorabili, mostrando al mondo intero tutte le loro qualità. C’è chi invece, nella leggenda è entrato senza aver avuto il tempo di far vedere fino a dove potesse arrivare la sua bravura. È il caso di Bacigalupo, il portiere del “Grande” Torino, quella squadra imbattibile che solo una tragedia è riuscita a sconfiggere. Quando, in quel 4 maggio del 1949, l’aereo si schiantò sulla collina di Superga, Bacigalupo aveva solo 25 anni. Pochi, soprattutto per uno che gioca in porta, un ruolo in cui l’esperienza è fondamentale. E nonostante la sua giovane età poteva vantare nel suo palmares ben 4 scudetti (’46,’47,’48,’49). Di grandi qualità atletiche e acrobatiche, dotato del classico “colpo di reni”, era spesso costretto ad uscite con i piedi (cosa alquanto rara per quei tempi). Aveva un carattere estroverso il “Baci” (così era soprannominato) e la sua simpatia lo faceva ben volere dai propri compagni di squadra e anche dagli attaccanti avversari, anche se spesso negava loro la gioia del gol.




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28 giugno 2006

BANKS GORDON


Gordon Banks è stato giudicato il miglior portiere del mondo del 1970. Già questo sarebbe sufficiente come biglietto da visita. Nella sua carriera ha vinto 4 scudetti, due Coppe d’Inghilterra. Ma è con la Nazionale che Gordon ha ricevuto la consacrazione a livello internazionale. È infatti lui il portiere titolare dell’Inghilterra vincitrice dei Mondiali del 1966, che rimane tuttora l’unico mondiale vinto dalla selezione Inglese. In ben 35 occasioni, su 73 incontri, ha mantenuto inviolata la rete della Nazionale. Nel 1970, anno del suo secondo mondiale, durante una gara contro il Brasile, ha effettuato su Pelè (che aveva colpito di testa il pallone crossato da Jairzinho) la parata che è stata giudicata all’unanimità la parata più bella di tutti i tempi. Lo stesso Pelè disse a fine partita che: ” ho odiato Banks più di ogni altro calciatore, non potevo crederci. Ma quando è passata l’ira, ho dovuto applaudirlo con tutto il cuore. Era la più grande parata che io avessi mai visto ”. Lo stesso Marino Bartoletti, tra i più famosi telecronisti della Rai, descrivendo l’azione, raccontò che Pelè stava già gridando al gol quando Banks, con un balzo prodigioso riuscì a raggiungere il pallone e colpirlo con il pugno, facendolo impennare oltre la traversa. La sua carriera si è interrotta improvvisamente nel 1972 a causa di un incidente stradale che gli ha causato la perdita dell’occhio destro. Ciò nonostante rimane ancora un idolo per i tifosi Inglesi.




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28 giugno 2006

ZOFF DINO


In tema di grandi portieri del passato come non ricordare il nostro Dino Zoff. Con la maglia dell’Italia ha giocato 112 volte, 59 da capitano e ha stabilito il record di imbattibilità nelle gare ufficiali della Nazionale (1142 minuti senza subire gol dal settembre ‘72 al giugno ‘74) partecipando a 4 Mondiali (70-'74-'78-'82). È lui, per primo, ad alzare la Coppa del Mondo in Spagna nel 1982. Con la Nazionale ha vinto anche un Campionato Europeo per Nazioni nel 1968, sfiorandolo invece da allenatore nel 2000 (sconfitta per 2 a 1 in finale contro Francia). In Campionato è arrivato all’invidiabile quota di 570 presenze, vincendo con la maglia della Juventus 6 scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Uefa. Uomo di poche parole, ha fatto sempre dell’impegno e della serietà la sua bandiera. Il suo carattere pacato e tranquillo si riversava anche in campo trasmettendo sicurezza alla squadra. Dotato di un ottimo senso della posizione, riusciva sempre ad anticipare le mosse dell’avversario, per questo i suoi interventi raramente erano spettacolari e anzi davano spesso l’idea di essere facili.




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26 giugno 2006

YASHIN LEV


E' impossibile scrivere di Yashin e non provare un sentimento se non di devozione almeno di sincero rispetto per un giocatore, un uomo, eroe di un calcio d'altri tempi, povero (o perlomeno non così ricco), senza telecamere, veline, ecc. A detta di molti è stato lui il portiere più forte di tutti i tempi (la FIFA lo ha premiato nel 2000 come "portiere del secolo"), vincitore di 5 campionati, 3 Coppe di Russia, un'Olimpiade di calcio e una Coppa Europa di calcio. Lui si che era una bandiera, durante la sua lunga carriera (dal 1947 al 1971) ha giocato solo nella squadra del suo paese natale: la Dinamo di Mosca. Nato in una famiglia di operai, Lev a 12 anni inizia a lavorare in fabbrica. Già qui inizia la leggenda: si racconta infatti che i suoi colleghi gli lanciassero i bulloni per mettere alla prova i suoi riflessi. E nel 1953 Yashin, che non riusciva a conquistarsi un posto in prima squadra, è portiere della squadra di hockey su ghiaccio della Dinamo, con la quale vince anche un campionato Nazionale. Nel 1954 conquista il posto da titolare sia nel club che nella Nazionale Sovietica con la quale parteciperà a quattro Mondiali. Celebre per la prestanza fisica (era alto 190 cm), la sua agilità, i suoi riflessi, il suo intuito, il suo senso tattico.

Queste doti gli permetteranno nel 1963 di vincere il Pallone d'oro, unico portiere finora ad esserci riuscito. Nel 1967 riceverà poi, per "i servigi resi alla Patria", l'onoreficenza più alta: l'Ordine di Lenin. Il "Ragno nero", così era soprannominato per il colore del suo completo, si è spento nel 1990 all'età di 61 anni. La Russia ha pianto il "suo portiere" che l'ha resa celebre nel mondo, Mosca il portiere che per 326 partite ha difeso la porta della sua squadra di calcio, non prendendo gol in 207 incontri e che nei suoi vent'anni e più di carriera ha parato più di 150 rigori. E quando neutralizzava un tiro dal dischetto raccoglieva un quadrifoglio dietro la porta...




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"Qual è il portiere che non si dispera per un gol subito? Dev'essere tormentato. E se rimane calmo è la fine. Non ha importanza cosa ha fatto in passato, uno così non ha futuro". LEV YASHIN



"Il pallone è come un nemico che non bisogna far entrare in casa". VALERIO BACIGALUPO